venerdì 26 giugno 2009

......continua....

Oltre alla foresta,lungo la strada statale si alternano varie aldeias(la traduzione è:comune di…ed è molto distante dall’idea che noi abbiamo del comunello di provincia) costituite al 99% di capanne,in un ambiente molto tranquillo ed ordinato. In questo periodo dell’anno i locali approfittano dell’erba “elefante”altissima e secca per aggiustare i tetti delle case o palhotas,o per rifare i “bagni”che sono esterni alla casa. Sempre approfittando della stagione secca e del materiale a disposizione in abbondanza(bambù,pali di legno,pietre,argilla rossa e sabbia),alcuni rifanno completamente la loro casa;il metodo costruttivo è semplice e piuttosto rapido:si definisce la planimetria disegnandola direttamente sul terreno,là dove ci sono gli angoli della casa e le porte,si scavano i buchi per i pali di legno che saranno i “portanti”di questa costruzione,rinforzando la loro portata con un ulteriore palo posto in concomitanza con la parete interna della futura casa(normalmente sono 3 gli ambienti in cui viene suddivisa,per un totale di c.ca 20 mq.),dopo di che si crea una sorta di doppia parete con il bambù,riempiendo l’intercapedine con pietre e cementando il tutto con un impasto di argilla e sabbia(se si può,anche con un po’ di cemento);il tetto è fatto sempre di bambù sul quale viene collocata, a strati,l’erba elefante fino a formare un “makuti”di almeno 20 cm. di spessore;tempo una ventina di giorni e la nuova casa è fatta!Tornando ai Makonde ,che erano lo scopo di questo viaggio,come ho detto prima li abbiamo trovati,ma per “procura”,ovvero li vedremo fisicamente solo il primo di luglio,giorno in cui arriveranno in azienda provenienti direttamente dalla loro aldeia dell’altopiano;il sensale di questa “procura”è un makonde che risiede in Macomia che ci è stato presentato dalle Autorità locali come persona degna della massima fiducia(chi osa mettere in discussione la probità di un Makonde!);questi si è fatto garante per 3 suoi parenti e si è assunto la responsabilità sul loro comportamento futuro……o millanta o ciò che si dice dei Makonde e della loro serietà è una certezza!
22 Giugno 2009,abbiamo aperto ufficialmente i lavori sulla terra!!!Dopo un mese passato tra uffici delle varie istituzioni(lavoro,sicurezzasociale,agricoltura,finanza,tribunale,formazione e statistica,sportello unico per l’impresa,migrazione,catasto,Banco del Mozambico,banca nostra,notariato di stato,assicurazioni,polizia),tra fornitori,colloqui con potenziali lavoratori,dispute con autorità tradizionali sulla pertinenza del terreno a questo o a quel gruppo,montagne di documenti fatte e poi gettate perché il funzionario di turno s’era dimenticato di dirci una cosa importantissima,fotocopie a tonnellate….finalmente siamo all’atto pratico; 42 persone,tra cui 8 donne,armate di catana,piccone e ascia hanno iniziato a “desmatar”,a tagliare ed abbattere il bush fatto di arbusti fittissimi e qualche grande albero(che non vengono toccati);il lavoro è lento e faticoso,la temperatura è sui 30 all’ombra,ma qui di ombra ce n’è poca,per fortuna una leggera brezza viene di tanto in tanto a raffreddare il sudore dandoti un po’ di sollievo;l’intrico degli arbusti spinosi,delle liane e dell’erba alta rende il lavoro lento:taglia e butta dietro,abbatti e scava la radice,taglia il bambù e fanne fasci,taglia l’erba e fanne covoni,abbatti l’arbusto e fanne palo;bisogna salvare tutto quello che si potrà e dovrà riutilizzare. Però è una gran bella sensazione,almeno per me,vedere sotto lo strato di foglie e erba secca un bel terreno scuro e potenzialmente molto fertile.

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