lunedì 22 giugno 2009

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E’ uno stato che ti permette una maggiore permeabilità all’ambiente che ti circonda,sei messo in condizione di lasciare da parte un po’ delle maschere difensive cui sei abituato dopo 50 anni di vita nel 1° mondo. Forse è anche per questo che le sollecitazioni visive,uditive e olfattive passano quasi allo stato di normalità,come se nella mia vita i miei sensi fossero sempre stati aggrediti(!)da questi colori ,odori e rumori. Pemba è una cittadina(per i parametri italiani) dove dall’alba a notte fonda c’è movimento:giovani che vanno a scuola o all’università(La Cattolica) o alla Madrassa,a qualunque ora dalle 7 di mattina fino alle 4 del pomeriggio visto che qui le lezioni si svolgono su più turni durante la giornata a prescindere dal grado dell’istituto;persone di tutte le età e dei due sessi che esercitano i loro piccoli o grandi commerci;impiegati e funzionari statali(e sono tanti anche qui,con buona pace del ministro Brunetta!)che si muovono tra le varie Istituzioni…………e così via. Tutto ciò avviene ad un ritmo che dà l’idea della fretta,ma è solo un’idea!La popolazione locale appartiene al gruppo Bantu dei Makua,per lo meno in maggioranza;a detta degli stessi Makua sono gente che non è particolarmente affidabile,da molti punti di vista,abituati alle furberie ,piccole o grandi,possono essere paragonati allo stereotipo dei napoletani:pieni di fantasia e con una propensione innata all’escamotage. Sono ,peraltro , allegri e pronti alla chiacchera e quindi un’ottima fonte di conoscenza sulle abitudini locali; e sono dotati di quel candore che gli permette di ammettere i loro limiti come “ceppo”rispetto alle convenzioni ed alle leggi. Voglio farvi un esempio eclatante: qui è “necessario” avere dei guardiani,vuoi per proteggere l’abitazione o l’attività lavorativa dai furti,vuoi per proteggere le persone stesse dai ladri o malintenzionati; gli stessi Makua suggeriscono di non assumere uno di loro per fare questo mestiere,ma di cercare nei luoghi di origine una persona di ceppo Makonde, che sono una stirpe che vive nel nord-ovest di Cabo Delgado(la provincia di cui Pemba è il capoluogo per intenderci) e che storicamente hanno pochissima stima dei Makua perché li considerano dei lazzaroni; oltretutto i Makonde,che furono coloro che diedero inizio alla guerra di liberazione dai colonialisti portoghesi nel ’75,hanno una loro etica che li porta ad essere estremamente “rigidi”nelle loro valutazioni,per cui non vanno tanto per il sottile e se si trovano bene nel posto in cui lavorano,diventano moooooolto pericolosi per chiunque attenti alla sicurezza dei beni o delle persone a loro affidati;viceversa se ritengono di subire dei torti da parte del datore di lavoro,beh….allora è lui che deve stare moooooolto attento! Ebbene,abbiamo fatto un viaggio di 500 km per andare a cercare alcune persone di questa stirpe;li abbiamo trovati nella zona di Macomia,all’interno del Parco delle Quirimbas. Il viaggio ci ha presentato un aspetto dell’ambiente naturale ben diverso da quello del “bush”costiero cui siamo oramai abituati;infatti il territorio del Parco presenta le caratteristiche della foresta sub-tropicale(seppur diradata),con grandi alberi di chanfuta,di umbila,di pau ferro …e una presenza di animali ben diversa e più ricca,talmente ricca che questi stanno rappresentando un gravissimo problema di sopravvivenza per le popolazioni locali:gli elefanti oltre a distruggere le colture hanno provocato diversi morti, e i macachi sono razziatori infaticabili delle piccole machambas(fattorie)locali e, come vedete dalle fotografie, sono numerosi e piuttosto impavidi. Certo che lo spettacolo della foresta che corre ai lati di questa strada è notevole,soprattutto se si pensa che ora è inverno qui, e corrisponde alla stagione secca;chissà come sarà rigogliosa in dicembre,in piena stagione delle piogge! ……continua………

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