giovedì 5 agosto 2010
GLI AMICI CHE RIMARRANNO QUI………… Si chiamano Ernesto ed Epah. Sono i nostri cani. Per loro non ci sarà ritorno, resteranno qui. Come tutti i cani per i loro “padroni”,sono stati amici sinceri (lo sono ancora!), hanno dato amore e dolcezza in modo incondizionato come solo i cani sanno dare. Hanno una loro storia che chissà, forse un giorno racconterò. E fanno parte della nostra storia. E piango per loro, perché sono un altro pezzo della nostra vita che perdiamo, ma …………………….. “Vorrei sapere a che cosa è servito, vivere, amare ,soffrire,spendere tutti i giorni passati se così presto hai dovuto partire…voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi,voglio pensare che ancora mi ascolti e come allora sorridi ( “Canzone per un’amica”- I Nomadi)
venerdì 9 luglio 2010
Indietro tutta!
Così è finita! Tra pochi giorni (oggi è l’8 luglio), e più esattamente il 21, lasceremo Pemba per rientrare in Italia il 24 pomeriggio. Abbiamo licenziato i lavoratori, con annessi problemi al Ministero del Lavoro, siamo riusciti a vendere quattro carabattole del nostro investimento, e adesso mi preparo a bruciare casa e annessi, ed a diserbare chimicamente le colture. Sono giorni che ci penso…ma…non riesco ad esserne distaccato; il giorno dopo che ce ne saremo andati si perpreterebbe lo scempio di queste cose, ed io non riesco ad accettare l’idea di veder cannibalizzata la nostra casa e i nostri campi. Forse soffro di una sindrome di Nerone, forse il sole ha fatto i suoi danni sul mio neurone, non lo so….sta di fatto che l’unica cosa che mi/ci sembri giusto fare sia “il rogo”!Uscirò da questo paese e da questi luoghi con la morte nel cuore anche per questo atto “barbaro” che compirò. E’ stato un anno veramente duro e…questa ne è, forse, la riprova. La Robbi non vede l’ora di andarsene, mentre io, se non fosse per la sua salute, avrei voluto continuare. Non sono più tagliato per vivere nel Bel Paese, anche se lo farò, e vedrò di farlo nel modo migliore. Non è niente amici miei! Sono solo un po’frustrato! Sarà anche colpa dell’andropausa, o dei primi sintomi di una demenza senile, ma appena rimetterò piede sul suolo patrio,bacerò le polveri sottili, e non, che ricoprono la pista di Malpensa e dopo pochi giorni sarò in fila in tangenziale est con altre centinaia di migliaia di bravi ragazzi che vanno al lavoro o a far rapine! E tra una prima e una seconda (marcia!),ascolterò alla radio che la Moratti vuole che il nome di Milano non scompaia dal gioco dei monopoli, o Berlusconi che dice che lunedì sistema tutto lui, o la Bindi che, pacatamente, ci snocciola cosa c’è di sbagliato nell’attuale politica interna e,orrore!,nell’opposizione. Questo sarà possibile grazie all’intervento di un “santo”amico (lui,leggendo, capirà) che mi ha messo in condizione di poter avere un lavoro e una casa, evitandoci così,almeno per il momento, di andare sotto un ponte! Poi, quando si accorgerà dell’errore……beh…allora il ponte sarà una certezza! Comunque, battute a parte, è tutto vero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per scaricare un po’ di tensione continuerò a scrivere delle mille cose che non ho raccontato di questi 14 ultimi mesi e, per punizione, ve li spedirò!(potete sempre mandare una mail, invocando il Garante della privacy…..e non vi assillerò più). A presto quindi……è una minaccia!
Così è finita! Tra pochi giorni (oggi è l’8 luglio), e più esattamente il 21, lasceremo Pemba per rientrare in Italia il 24 pomeriggio. Abbiamo licenziato i lavoratori, con annessi problemi al Ministero del Lavoro, siamo riusciti a vendere quattro carabattole del nostro investimento, e adesso mi preparo a bruciare casa e annessi, ed a diserbare chimicamente le colture. Sono giorni che ci penso…ma…non riesco ad esserne distaccato; il giorno dopo che ce ne saremo andati si perpreterebbe lo scempio di queste cose, ed io non riesco ad accettare l’idea di veder cannibalizzata la nostra casa e i nostri campi. Forse soffro di una sindrome di Nerone, forse il sole ha fatto i suoi danni sul mio neurone, non lo so….sta di fatto che l’unica cosa che mi/ci sembri giusto fare sia “il rogo”!Uscirò da questo paese e da questi luoghi con la morte nel cuore anche per questo atto “barbaro” che compirò. E’ stato un anno veramente duro e…questa ne è, forse, la riprova. La Robbi non vede l’ora di andarsene, mentre io, se non fosse per la sua salute, avrei voluto continuare. Non sono più tagliato per vivere nel Bel Paese, anche se lo farò, e vedrò di farlo nel modo migliore. Non è niente amici miei! Sono solo un po’frustrato! Sarà anche colpa dell’andropausa, o dei primi sintomi di una demenza senile, ma appena rimetterò piede sul suolo patrio,bacerò le polveri sottili, e non, che ricoprono la pista di Malpensa e dopo pochi giorni sarò in fila in tangenziale est con altre centinaia di migliaia di bravi ragazzi che vanno al lavoro o a far rapine! E tra una prima e una seconda (marcia!),ascolterò alla radio che la Moratti vuole che il nome di Milano non scompaia dal gioco dei monopoli, o Berlusconi che dice che lunedì sistema tutto lui, o la Bindi che, pacatamente, ci snocciola cosa c’è di sbagliato nell’attuale politica interna e,orrore!,nell’opposizione. Questo sarà possibile grazie all’intervento di un “santo”amico (lui,leggendo, capirà) che mi ha messo in condizione di poter avere un lavoro e una casa, evitandoci così,almeno per il momento, di andare sotto un ponte! Poi, quando si accorgerà dell’errore……beh…allora il ponte sarà una certezza! Comunque, battute a parte, è tutto vero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per scaricare un po’ di tensione continuerò a scrivere delle mille cose che non ho raccontato di questi 14 ultimi mesi e, per punizione, ve li spedirò!(potete sempre mandare una mail, invocando il Garante della privacy…..e non vi assillerò più). A presto quindi……è una minaccia!
martedì 25 maggio 2010
FINITA UNA SPERANZA…..
“ Chi vive sperando….muore cagando!” …vecchio detto modenese e forse non solo. Ma ora la mia sola speranza è che tutto si risolva nel modo migliore per la Robbi. Non riesco a pensare ad altro; la gente mi parla ma non ascolto nulla, sono perso, non sono qua. Guardo attraverso le cose e le persone senza vederle. So che tutto andrà bene, ma la mazzata è tremenda. Tre anni e mezzo fa la scoperta del tumore al seno di Roberta e il devastante iter post operatorio; ora l’allarme per una possibile recrudescenza del male….non è …..non è mai giusto!! Venire qui,pensando tra le tante cose che una vita più sana ci avrebbe allungato 10 anni di vita, e poi questo anno “terribilis”con questa ciliegina finale!!Ma noi saremo più forti! Andremo oltre anche questa volta e tutte le altre che si vorranno presentare! Prego, fatevi avanti! C’è posto per un numero infinito di sfighe! Finchè ci guarderemo negli occhi, anche quando siamo lontani come ora, supereremo tutto e tutti. Il nostro amore è più forte! Non vedo l’ora di riabbracciarti, di stringerti fino a farti male, di rivedere i tuoi begli occhi,di baciarti via le lacrime…mi manchi. “Vorrei illuminarti l’anima, nel blu dei giorni tuoi più fragili io ci sarò, come una musica,come domenica di sole e di azzurro. Voglio parlare al tuo cuore, voglio vivere con te, di sole e di azzurro!”( -Di sole e d’azzurro- Giorgia)
CERTE NOTTI…….
No, qui non c’entra Ligabue e la sua bella canzone; sono le notti che vivo qui. Dopo i tramonti da mozzare il fiato per quanto sono sfolgoranti bellezza, cala un momento in cui tutta la natura pare raccogliersi in silenziosa preghiera: non si ode né un ronzio né un cinguettio, nulla. Tutto si ferma nel momento del crepuscolo, in attesa. E dopo alcuni minuti di tempo sospeso ecco il miracolo: la volta celeste si accende di miliardi di stelle e ,come per incanto, i rumori e i canti nel mato riprendono: ronzii, gorgheggi,frullare d’ali, gracidii, fruscii; anche il vento riprende a folleggiare attorno ai bambù e sull’erba elefante. Nel nero più nero di una notte tropicale sboccia un fuoco d’artificio di stelle e, mentre a testa in su guardi questa meraviglia, un senso di vertigine ti prende e non sai se stai per cadere o se stai per essere risucchiato verso l’alto da quell’infinito luccicante; sei sospeso tra i suoni e il calore che emana la terra e il nero trapuntato di galassie, ti pare di non esistere come materia singola ma di essere confuso dentro questo amalgama dal sapore eterno. Non sei nulla, non hai ragione di sentirti essere superiore, sei solo un microbo di fronte all’immensità, puoi solo godere di farne parte….ed un brivido mi scuote fino all’anima.
“ Chi vive sperando….muore cagando!” …vecchio detto modenese e forse non solo. Ma ora la mia sola speranza è che tutto si risolva nel modo migliore per la Robbi. Non riesco a pensare ad altro; la gente mi parla ma non ascolto nulla, sono perso, non sono qua. Guardo attraverso le cose e le persone senza vederle. So che tutto andrà bene, ma la mazzata è tremenda. Tre anni e mezzo fa la scoperta del tumore al seno di Roberta e il devastante iter post operatorio; ora l’allarme per una possibile recrudescenza del male….non è …..non è mai giusto!! Venire qui,pensando tra le tante cose che una vita più sana ci avrebbe allungato 10 anni di vita, e poi questo anno “terribilis”con questa ciliegina finale!!Ma noi saremo più forti! Andremo oltre anche questa volta e tutte le altre che si vorranno presentare! Prego, fatevi avanti! C’è posto per un numero infinito di sfighe! Finchè ci guarderemo negli occhi, anche quando siamo lontani come ora, supereremo tutto e tutti. Il nostro amore è più forte! Non vedo l’ora di riabbracciarti, di stringerti fino a farti male, di rivedere i tuoi begli occhi,di baciarti via le lacrime…mi manchi. “Vorrei illuminarti l’anima, nel blu dei giorni tuoi più fragili io ci sarò, come una musica,come domenica di sole e di azzurro. Voglio parlare al tuo cuore, voglio vivere con te, di sole e di azzurro!”( -Di sole e d’azzurro- Giorgia)
CERTE NOTTI…….
No, qui non c’entra Ligabue e la sua bella canzone; sono le notti che vivo qui. Dopo i tramonti da mozzare il fiato per quanto sono sfolgoranti bellezza, cala un momento in cui tutta la natura pare raccogliersi in silenziosa preghiera: non si ode né un ronzio né un cinguettio, nulla. Tutto si ferma nel momento del crepuscolo, in attesa. E dopo alcuni minuti di tempo sospeso ecco il miracolo: la volta celeste si accende di miliardi di stelle e ,come per incanto, i rumori e i canti nel mato riprendono: ronzii, gorgheggi,frullare d’ali, gracidii, fruscii; anche il vento riprende a folleggiare attorno ai bambù e sull’erba elefante. Nel nero più nero di una notte tropicale sboccia un fuoco d’artificio di stelle e, mentre a testa in su guardi questa meraviglia, un senso di vertigine ti prende e non sai se stai per cadere o se stai per essere risucchiato verso l’alto da quell’infinito luccicante; sei sospeso tra i suoni e il calore che emana la terra e il nero trapuntato di galassie, ti pare di non esistere come materia singola ma di essere confuso dentro questo amalgama dal sapore eterno. Non sei nulla, non hai ragione di sentirti essere superiore, sei solo un microbo di fronte all’immensità, puoi solo godere di farne parte….ed un brivido mi scuote fino all’anima.
Cari Eugenio e Costanza…….
Inizio questa ultima storia dedicandola ai miei figli, che sono il mio orgoglio e le “cose” più importanti della mia vita, anzi, più importanti della mia vita stessa. Alla fine abbiamo deciso di desistere dal nostro progetto. Dico “nostro”, intendendolo mio e di Roberta ma con la presenza forte di tutti gli amici che ci hanno sostenuto in questo anno e l’assenza fisica e ,in buona parte, economica del socio. Sarà un caso,ma giorno e mese di nascita, sono anche quelli della morte di questa realtà. Sì ragazzi, questa è una realtà. E’ tangibile, oggettiva, non ha nulla del sogno o del racconto frustrato di un vissuto perduto e ingigantito dalla malinconia e dallo scontento. E’ una strada percorribile e percorsa, non è necessario essere folli per fare qualcosa giudicato folle dai piu’. Avrei voluto continuare a provarci, almeno fino a quando non fosse stato illogico continuare, ma Roberta non è mai riuscita a trovare un po’ di serenità, solo paura. Lei ha avuto il coraggio, per amore mio, di accompagnarmi in questa realizzazione, ma non ha mai avuto completa coscienza di cosa avrebbe dovuto privarsi ed, alla fine, se anche il solo amore bastasse per affrontare un qualcosa di così diverso e privo di tutte quelle pseudo certezze che la vita nel fantastico primo mondo che è l’Italia, ti ha fatto credere di avere, probabilmente ci perderemmo…e non voglio che accada. E’ sarcastica questa mia, ma non nei confronti di Roberta, bensì del millantato che ci aspetta quando torneremo. E’ vero che qui dei bimbetti le hanno tirato le pietre , istigati dai genitori; è vero che ho passato molti giorni alla macchia per evitare gli strozzini, ma non sono questi i soli fatti reali, ve ne sono ben altri. E, se cose negative ci sono successe, tante ce ne sono successe di positive; e ancora: quelle negative succedono qui come ce ne sono successe altre in Italia, mentre ciò che abbiamo ricevuto di positivo qui, mai e poi mai lo rivedremo, o lo abbiamo vissuto, in patria. E’ un mondo diverso, se vogliamo primitivo, dove l’uomo ha ancora una grande istintività che lo porta a vivere più sul presente che in prospettiva e, anche per questo, ci sono meno maschere in giro e più esseri umani. E’ per me un fattore importante, che mi permette di sopravvivere all’arroganza di coloro, bianchi o neri che siano, che la “civilizzazione”della nostra era mi porta ad incontrare comunque. Non è un caso che la nostra esperienza sia basata sull’agricoltura, il cosidetto settore primario,perché proprio il bisogno primario, nutrirsi, è ancora un grande problema, qui e in tante altre parti dell’Africa e del mondo. Non ci sarebbe bisogno di solleticare la vanità dell’uomo con il possedere beni di immagine (pensate ai cellulari qui nel mato!!! E pensate a tutte le volte che abbiamo cercato di parlarci e non ci siamo riusciti!), eppure anche qui, spersi nel bush, fanno carte false pur di avere tra le mani un aggeggio che non gli serve a nulla e che gli è costato almeno due mesi di sottoalimentazione per tutta la famiglia oltre al debito contratto che chissà quando, e come, ripagherà. Quando ci penso mi vengono i brividi!! E allora? Allora , visto che non si può combattere contro il “consumismo globale”, cerchiamo di trovare il modo di dar loro un’idea su come produrre di più e meglio per avere almeno la certezza alimentare, oltre al telefonino che non funziona e che se anche lo lecchi non ti dà nutrienti! Cerchiamo di far passare l’idea che ci sono, appunto, necessità primarie e poi le altre: salute, alimentazione, casa e poi tutto il resto. Cerchiamo di far pensar loro al fatto che lavorare insieme per uno scopo importante comune sia un bene, perché insieme si affrontano meglio le avversità ed è più bello gioire insieme di un “qualcosa” che sia un risultato positivo; essere corresponsabili e sussidiari, sapere che dal proprio comportamento scaturiscono i risultati, positivi o negativi che siano, che influenzano non solo la tua vita, ma anche quella dei tuoi compagni e delle loro famiglie. Il mio essere qui è sicuramente una forma di egoismo, e sfrutto quello che è l’assurdo vissuto di queste genti per regalarmi un po’ di sentirmi utile; non “ho avuto un sogno”, non ho verità nascoste da svelare, non ho una “idea nuova che mi frulla per la testa”, ho solo voglia di dividere quel po’ che ho e anche di prendere dagli altri, per tentare di vivere quel po’ che mi rimane in modo da essere più in sintonia con ciò che mi circonda. Ho sempre pensato che ognuno di noi abbia una sorta di giardino interiore, dove alcune piante sono nate spontaneamente e sono presenti da sempre in questo luogo dell’anima, mentre sotto quella terra sono quiescenti milioni di altri semi che possono dare vita a una moltitudine di piante , ma…. bisogna far la fatica che fa il contadino! Armarsi di pazienza e….vanga! Bisogna perciò coltivare ogni singolo seme, che accrescerà con la pianta generata,la diversità del nostro giardinetto. Questo discorso un po’ squinternato sapete già cosa significa: è l’allegoria della ricerca dell’uomo rivolta a se stesso ed al mondo che lo circonda, dove la diversità è ricchezza e crea equilibrio; pensate ad un campo di grano: per quanto possa essere bello durante le stagioni della sua vita, una volta finito il suo ciclo non rimane altro che terra nuda e triste, mentre nell’ inestricabile groviglio di una foresta equatoriale la morte di una pianta è immediatamente sostituita dalla presenza di un’altra, tutti volti al mantenimento dell’equilibrio o alla ricerca dello stesso. Ed è seguendo questo ulteriore pensiero che ho praticato la scelta di tornare qui. Da un punto di vista pratico ero comunque arrivato ad un bivio, o reinventarmi professionalmente a 50 anni (cosa peraltro tentata per un annetto abbondante …ma senza risultato) o trovare un’alternativa. D’altronde per quanto a parole fossi apprezzato come DG, in realtà non ho mai risposto alle attese delle Proprietà che, pur dichiarandosi concordi con le mie strategie, in realtà volevano risultati immediati mentre il mio modo di “far azienda” prevedeva almeno il medio periodo(5 anni…)…e io non sono mai stato un “tagliatore di teste” pur di far tornare i conti, cosicchè, pur apprezzato,mettendo insieme i 50 anni e un modo di gestire l’azienda che non rispecchiava(magari dopo 2 anni!!!)il volere di chi era il padrone, mi rimaneva solo una scelta che, per noi, avesse un senso. Senza contare la CRISI e i disastri che succedono e succederanno. Ed eccoci ad oggi: un anno è passato. Mille difficoltà, pensieri tristi e cupi, paura, depressione… ma anche tante belle cose: il piccolo Janeiro che alla fontana diventa matto pur di darci una mano, il sorriso spontaneo di saluto di tanta gente, la solidarietà di tanti amici, la disponibilità dei nostri nuovi amici portoghesi, una natura dura e meravigliosa, la soddisfazione di ciò che abbiamo fatto, il riconoscimento delle persone che lavorano assieme a noi,la gioia di avere una “pseudo casa” fatta da noi…..come vedete c’è di tutto un po’. Molti dei nostri amici hanno detto che è ora di dire “basta!”Che devo accettare con umiltà il fatto che non è perseguibile, a questo prezzo, lo scopo. E che se non ci sono i soldi……non si può fare nulla; ma questo sarebbe il punto dal quale scatterebbe comunque la ritirata….e anche se ci siamo vicini, non ci siamo ancora arrivati. Ma….e dopo la ritirata? Questo è un punto interrogativo che, se trova risposte,le trova piuttosto difficili da mettere in atto. Ovvero : non abbiamo lavoro, non abbiamo casa, non abbiamo soldi e per di più ho debiti da onorare, oltre ad avere 52 anni e ritrovarmi in un Paese con una prospettiva di superare la crisi poco maggiore di quella delle già defunte Grecia e Islanda, trovandomi a cercare lavoro assieme ad altri milioni di persone che l’hanno già perso o che lo cercano per la prima volta. Insomma, quando dico che la prospettiva che ci attende è molto più prossima alla vita del clochard che non a quella dell’operaio a salario minimo, sarà anche una iperbole…..ma mica tanto! E poi come la mettiamo con l’eredità? Come ogni genitore che si rispetti ( i miei non erano rispettabili!!??) debbo lasciare un qualcosa di ben tangibile ai miei figli, no? E cosa c’è di più tangibile della terra?”- La valuta pregiata!-“ rispondereste sicuramente voi, ma…..bando agli scherzi ( o no?); la famosa eredità , al di là della società vera e propria, sarebbe soprattutto il concetto per la quale è stata creata, e questo, comunque vada, vi rimarrà. Volenti o nolenti in alcune serate un po’ più meste di altre, quando sarete già dei signori e signore sopra i 40 anni, vi verrà in mente quasi per caso vostro padre e la sua stramba idea di “stare al mondo”, e allora penserete :-“ Che cretino di un uomo! Mi ha fatto soffrire come un cane quando ero un/una adolescente e avevo bisogno di lui….per cosa?”- In realtà spero che il “lascito” vi porterà ad accompagnare la vostra esistenza con grande curiosità e apertura verso ciò che non conoscete , ma di cui avvertite comunque la presenza, portandovi a non dare mai nulla per scontato e continuando a “vangare” il vostro giardino interiore al fine di aver colori e profumi in tutte le stagioni della vostra vita.
Vi amo come solo un genitore che vive di nostalgia dei propri figli, può amare.
P.S.
Aggiungo questo post alcuni giorni dopo aver terminato la lettera. Gli esami di controllo che la Roberta deve eseguire annualmente per il monitoraggio del suo male hanno avuto esiti potenzialmente negativi; ci sono dei problemi. Se mai ci fosse stata anche la più vaga possibilità di continuare , ora non c’è più e non me ne importa nulla! Voglia Iddio che la Robbi stia bene!
Inizio questa ultima storia dedicandola ai miei figli, che sono il mio orgoglio e le “cose” più importanti della mia vita, anzi, più importanti della mia vita stessa. Alla fine abbiamo deciso di desistere dal nostro progetto. Dico “nostro”, intendendolo mio e di Roberta ma con la presenza forte di tutti gli amici che ci hanno sostenuto in questo anno e l’assenza fisica e ,in buona parte, economica del socio. Sarà un caso,ma giorno e mese di nascita, sono anche quelli della morte di questa realtà. Sì ragazzi, questa è una realtà. E’ tangibile, oggettiva, non ha nulla del sogno o del racconto frustrato di un vissuto perduto e ingigantito dalla malinconia e dallo scontento. E’ una strada percorribile e percorsa, non è necessario essere folli per fare qualcosa giudicato folle dai piu’. Avrei voluto continuare a provarci, almeno fino a quando non fosse stato illogico continuare, ma Roberta non è mai riuscita a trovare un po’ di serenità, solo paura. Lei ha avuto il coraggio, per amore mio, di accompagnarmi in questa realizzazione, ma non ha mai avuto completa coscienza di cosa avrebbe dovuto privarsi ed, alla fine, se anche il solo amore bastasse per affrontare un qualcosa di così diverso e privo di tutte quelle pseudo certezze che la vita nel fantastico primo mondo che è l’Italia, ti ha fatto credere di avere, probabilmente ci perderemmo…e non voglio che accada. E’ sarcastica questa mia, ma non nei confronti di Roberta, bensì del millantato che ci aspetta quando torneremo. E’ vero che qui dei bimbetti le hanno tirato le pietre , istigati dai genitori; è vero che ho passato molti giorni alla macchia per evitare gli strozzini, ma non sono questi i soli fatti reali, ve ne sono ben altri. E, se cose negative ci sono successe, tante ce ne sono successe di positive; e ancora: quelle negative succedono qui come ce ne sono successe altre in Italia, mentre ciò che abbiamo ricevuto di positivo qui, mai e poi mai lo rivedremo, o lo abbiamo vissuto, in patria. E’ un mondo diverso, se vogliamo primitivo, dove l’uomo ha ancora una grande istintività che lo porta a vivere più sul presente che in prospettiva e, anche per questo, ci sono meno maschere in giro e più esseri umani. E’ per me un fattore importante, che mi permette di sopravvivere all’arroganza di coloro, bianchi o neri che siano, che la “civilizzazione”della nostra era mi porta ad incontrare comunque. Non è un caso che la nostra esperienza sia basata sull’agricoltura, il cosidetto settore primario,perché proprio il bisogno primario, nutrirsi, è ancora un grande problema, qui e in tante altre parti dell’Africa e del mondo. Non ci sarebbe bisogno di solleticare la vanità dell’uomo con il possedere beni di immagine (pensate ai cellulari qui nel mato!!! E pensate a tutte le volte che abbiamo cercato di parlarci e non ci siamo riusciti!), eppure anche qui, spersi nel bush, fanno carte false pur di avere tra le mani un aggeggio che non gli serve a nulla e che gli è costato almeno due mesi di sottoalimentazione per tutta la famiglia oltre al debito contratto che chissà quando, e come, ripagherà. Quando ci penso mi vengono i brividi!! E allora? Allora , visto che non si può combattere contro il “consumismo globale”, cerchiamo di trovare il modo di dar loro un’idea su come produrre di più e meglio per avere almeno la certezza alimentare, oltre al telefonino che non funziona e che se anche lo lecchi non ti dà nutrienti! Cerchiamo di far passare l’idea che ci sono, appunto, necessità primarie e poi le altre: salute, alimentazione, casa e poi tutto il resto. Cerchiamo di far pensar loro al fatto che lavorare insieme per uno scopo importante comune sia un bene, perché insieme si affrontano meglio le avversità ed è più bello gioire insieme di un “qualcosa” che sia un risultato positivo; essere corresponsabili e sussidiari, sapere che dal proprio comportamento scaturiscono i risultati, positivi o negativi che siano, che influenzano non solo la tua vita, ma anche quella dei tuoi compagni e delle loro famiglie. Il mio essere qui è sicuramente una forma di egoismo, e sfrutto quello che è l’assurdo vissuto di queste genti per regalarmi un po’ di sentirmi utile; non “ho avuto un sogno”, non ho verità nascoste da svelare, non ho una “idea nuova che mi frulla per la testa”, ho solo voglia di dividere quel po’ che ho e anche di prendere dagli altri, per tentare di vivere quel po’ che mi rimane in modo da essere più in sintonia con ciò che mi circonda. Ho sempre pensato che ognuno di noi abbia una sorta di giardino interiore, dove alcune piante sono nate spontaneamente e sono presenti da sempre in questo luogo dell’anima, mentre sotto quella terra sono quiescenti milioni di altri semi che possono dare vita a una moltitudine di piante , ma…. bisogna far la fatica che fa il contadino! Armarsi di pazienza e….vanga! Bisogna perciò coltivare ogni singolo seme, che accrescerà con la pianta generata,la diversità del nostro giardinetto. Questo discorso un po’ squinternato sapete già cosa significa: è l’allegoria della ricerca dell’uomo rivolta a se stesso ed al mondo che lo circonda, dove la diversità è ricchezza e crea equilibrio; pensate ad un campo di grano: per quanto possa essere bello durante le stagioni della sua vita, una volta finito il suo ciclo non rimane altro che terra nuda e triste, mentre nell’ inestricabile groviglio di una foresta equatoriale la morte di una pianta è immediatamente sostituita dalla presenza di un’altra, tutti volti al mantenimento dell’equilibrio o alla ricerca dello stesso. Ed è seguendo questo ulteriore pensiero che ho praticato la scelta di tornare qui. Da un punto di vista pratico ero comunque arrivato ad un bivio, o reinventarmi professionalmente a 50 anni (cosa peraltro tentata per un annetto abbondante …ma senza risultato) o trovare un’alternativa. D’altronde per quanto a parole fossi apprezzato come DG, in realtà non ho mai risposto alle attese delle Proprietà che, pur dichiarandosi concordi con le mie strategie, in realtà volevano risultati immediati mentre il mio modo di “far azienda” prevedeva almeno il medio periodo(5 anni…)…e io non sono mai stato un “tagliatore di teste” pur di far tornare i conti, cosicchè, pur apprezzato,mettendo insieme i 50 anni e un modo di gestire l’azienda che non rispecchiava(magari dopo 2 anni!!!)il volere di chi era il padrone, mi rimaneva solo una scelta che, per noi, avesse un senso. Senza contare la CRISI e i disastri che succedono e succederanno. Ed eccoci ad oggi: un anno è passato. Mille difficoltà, pensieri tristi e cupi, paura, depressione… ma anche tante belle cose: il piccolo Janeiro che alla fontana diventa matto pur di darci una mano, il sorriso spontaneo di saluto di tanta gente, la solidarietà di tanti amici, la disponibilità dei nostri nuovi amici portoghesi, una natura dura e meravigliosa, la soddisfazione di ciò che abbiamo fatto, il riconoscimento delle persone che lavorano assieme a noi,la gioia di avere una “pseudo casa” fatta da noi…..come vedete c’è di tutto un po’. Molti dei nostri amici hanno detto che è ora di dire “basta!”Che devo accettare con umiltà il fatto che non è perseguibile, a questo prezzo, lo scopo. E che se non ci sono i soldi……non si può fare nulla; ma questo sarebbe il punto dal quale scatterebbe comunque la ritirata….e anche se ci siamo vicini, non ci siamo ancora arrivati. Ma….e dopo la ritirata? Questo è un punto interrogativo che, se trova risposte,le trova piuttosto difficili da mettere in atto. Ovvero : non abbiamo lavoro, non abbiamo casa, non abbiamo soldi e per di più ho debiti da onorare, oltre ad avere 52 anni e ritrovarmi in un Paese con una prospettiva di superare la crisi poco maggiore di quella delle già defunte Grecia e Islanda, trovandomi a cercare lavoro assieme ad altri milioni di persone che l’hanno già perso o che lo cercano per la prima volta. Insomma, quando dico che la prospettiva che ci attende è molto più prossima alla vita del clochard che non a quella dell’operaio a salario minimo, sarà anche una iperbole…..ma mica tanto! E poi come la mettiamo con l’eredità? Come ogni genitore che si rispetti ( i miei non erano rispettabili!!??) debbo lasciare un qualcosa di ben tangibile ai miei figli, no? E cosa c’è di più tangibile della terra?”- La valuta pregiata!-“ rispondereste sicuramente voi, ma…..bando agli scherzi ( o no?); la famosa eredità , al di là della società vera e propria, sarebbe soprattutto il concetto per la quale è stata creata, e questo, comunque vada, vi rimarrà. Volenti o nolenti in alcune serate un po’ più meste di altre, quando sarete già dei signori e signore sopra i 40 anni, vi verrà in mente quasi per caso vostro padre e la sua stramba idea di “stare al mondo”, e allora penserete :-“ Che cretino di un uomo! Mi ha fatto soffrire come un cane quando ero un/una adolescente e avevo bisogno di lui….per cosa?”- In realtà spero che il “lascito” vi porterà ad accompagnare la vostra esistenza con grande curiosità e apertura verso ciò che non conoscete , ma di cui avvertite comunque la presenza, portandovi a non dare mai nulla per scontato e continuando a “vangare” il vostro giardino interiore al fine di aver colori e profumi in tutte le stagioni della vostra vita.
Vi amo come solo un genitore che vive di nostalgia dei propri figli, può amare.
P.S.
Aggiungo questo post alcuni giorni dopo aver terminato la lettera. Gli esami di controllo che la Roberta deve eseguire annualmente per il monitoraggio del suo male hanno avuto esiti potenzialmente negativi; ci sono dei problemi. Se mai ci fosse stata anche la più vaga possibilità di continuare , ora non c’è più e non me ne importa nulla! Voglia Iddio che la Robbi stia bene!
sabato 8 maggio 2010
SE CE NE FOSSE STATO BISOGNO…….
Notizione!!! La stagione delle piogge non è terminata!Nel Paese si è sofferto per la scarsezza se non l’insussistenza di piogge, mentre qui nel Nord si è battuto qualsiasi record statistico di precipitazioni meteoriche. Tutti i politici locali già inneggiano alla grande capacità del contadino di Cabo Delgado di approfittare della buona opportunità e, a loro volta, si preparano a giri propagandistici nei reconditi Distretti agricoli. Di fatto il contadino makua o makonde che sia, sta solo aspettando che il sorgo maturi,sperando che i passerinhos non facciano “festa” prima! I fortunati contadini che vivono in quei “reconditi Distretti”sono quelli che, grazie alla presenza di:acqua,motopompe e di una relativamente soddisfacente distribuzione di sementi, avrebbero comunque fatto il raccolto di seconda e terza epoca; però….c’è un però: nessuno inneggia alla capacità del contadino che avendo deciso( volente o nolente!) di seminare i propri pomodori,o peperoni o qualsiasi altra orticola, si è visto portare via dalle piogge il prodotto dei propri sforzi. Già, siamo ai primi di maggio e solo 2 gg fa si erano aperte le cateratte del cielo con una violenza tale da far pensare ai preludi di un ciclone fuori stagione( e anche fuori latitudine, visto lo storico dell’area!). Noi abbiamo perso almeno tre palchi di fioriture dei pomodori oltre ad essere sotto attacco da parte di malattie fungine, ma non mi lamento! Anzi, a dir la verità è meglio se mi lamento almeno un po’! Ho preso la malaria, ed è giusto, così imparo! 40 di febbre per 2 giorni e la sensazione di essere passato attraverso un tritacarne che invece ancora permane. Non so se il Cynar basterà!!!!
IL MERCATO GLOBALE! BELLISSIMO!!!!
In 2 mesi i carburanti sono aumentati del 25%!!! In 2 anni il salario minimo del settore agricoltura del 30%. Tutto ciò che è presente oggi sul mercato mozambicano, che sia uno spillo o un’aereoplano, un frullatore piuttosto che un coltello, costa come a Manhattan; la differenza è che il 95% di questi prodotti è di qualità infima,gli scarti della peggior cineseria prodotta proprio in Cina o alla meglio in Dubai (da cinesi emigrati!).Anche i prodotti alimentari basici costano come nel primissimo mondo, almeno al dettaglio;infatti se un sacco di mais bianco da 50 kg. costa al mercato 600 Meticais,ovvero c.ca 0,25 €. al kg., in campagna lo comprano a 200 Meticais, ovvero a 9 centesimi di euro al kg; quel po’ di verdura che si trova proviene ancora dal Malawi o dal Sudafrica (non ci sono camion frigorifero e noi siamo a 3.500 km dal confine con il Sudafrica e, occhio e croce, a 1.500 km dal Malawi)e costa un occhio della testa. Il mercato globale, la crisi globale e a pagare di più sono sempre quelli che hanno meno. Probabilmente Zio Paperone è stato il filosofo antesignano del pensiero economico degli ultimi 30/40 anni. Noi ,poveri, abbiamo sempre pensato che le colpe fossero dei grandi faccendieri globali, Soros e compagnia, o delle grandi dinastie al potere, i Bush piuttosto che i Clinton, o ancora la mafia,cinese o italiana o russa che fosse, e invece no……dietro tutto ciò che è successo in quasi mezzo secolo di storia, non solo economico/finanziaria, c’era la bella faccia sorridente di……Walt Disney!!!
Notizione!!! La stagione delle piogge non è terminata!Nel Paese si è sofferto per la scarsezza se non l’insussistenza di piogge, mentre qui nel Nord si è battuto qualsiasi record statistico di precipitazioni meteoriche. Tutti i politici locali già inneggiano alla grande capacità del contadino di Cabo Delgado di approfittare della buona opportunità e, a loro volta, si preparano a giri propagandistici nei reconditi Distretti agricoli. Di fatto il contadino makua o makonde che sia, sta solo aspettando che il sorgo maturi,sperando che i passerinhos non facciano “festa” prima! I fortunati contadini che vivono in quei “reconditi Distretti”sono quelli che, grazie alla presenza di:acqua,motopompe e di una relativamente soddisfacente distribuzione di sementi, avrebbero comunque fatto il raccolto di seconda e terza epoca; però….c’è un però: nessuno inneggia alla capacità del contadino che avendo deciso( volente o nolente!) di seminare i propri pomodori,o peperoni o qualsiasi altra orticola, si è visto portare via dalle piogge il prodotto dei propri sforzi. Già, siamo ai primi di maggio e solo 2 gg fa si erano aperte le cateratte del cielo con una violenza tale da far pensare ai preludi di un ciclone fuori stagione( e anche fuori latitudine, visto lo storico dell’area!). Noi abbiamo perso almeno tre palchi di fioriture dei pomodori oltre ad essere sotto attacco da parte di malattie fungine, ma non mi lamento! Anzi, a dir la verità è meglio se mi lamento almeno un po’! Ho preso la malaria, ed è giusto, così imparo! 40 di febbre per 2 giorni e la sensazione di essere passato attraverso un tritacarne che invece ancora permane. Non so se il Cynar basterà!!!!
IL MERCATO GLOBALE! BELLISSIMO!!!!
In 2 mesi i carburanti sono aumentati del 25%!!! In 2 anni il salario minimo del settore agricoltura del 30%. Tutto ciò che è presente oggi sul mercato mozambicano, che sia uno spillo o un’aereoplano, un frullatore piuttosto che un coltello, costa come a Manhattan; la differenza è che il 95% di questi prodotti è di qualità infima,gli scarti della peggior cineseria prodotta proprio in Cina o alla meglio in Dubai (da cinesi emigrati!).Anche i prodotti alimentari basici costano come nel primissimo mondo, almeno al dettaglio;infatti se un sacco di mais bianco da 50 kg. costa al mercato 600 Meticais,ovvero c.ca 0,25 €. al kg., in campagna lo comprano a 200 Meticais, ovvero a 9 centesimi di euro al kg; quel po’ di verdura che si trova proviene ancora dal Malawi o dal Sudafrica (non ci sono camion frigorifero e noi siamo a 3.500 km dal confine con il Sudafrica e, occhio e croce, a 1.500 km dal Malawi)e costa un occhio della testa. Il mercato globale, la crisi globale e a pagare di più sono sempre quelli che hanno meno. Probabilmente Zio Paperone è stato il filosofo antesignano del pensiero economico degli ultimi 30/40 anni. Noi ,poveri, abbiamo sempre pensato che le colpe fossero dei grandi faccendieri globali, Soros e compagnia, o delle grandi dinastie al potere, i Bush piuttosto che i Clinton, o ancora la mafia,cinese o italiana o russa che fosse, e invece no……dietro tutto ciò che è successo in quasi mezzo secolo di storia, non solo economico/finanziaria, c’era la bella faccia sorridente di……Walt Disney!!!
mercoledì 21 aprile 2010
VORREI, NON VORREI, MA…….
Dopo essermi pianto addosso in modo vergognoso, la smetto e passo…tanto debbo convivere con gli accadimenti e con me stesso, oltre che con gli altri,per cui seppur nelle non splendide condizioni di cui sopra..A LUTA CONTINUA!!!! Siamo all’ 11 di aprile, le piogge stanno divenendo via via più rade, ma non siamo ancora fuori totalmente dal periodo “piovoso”; comunque abbiamo iniziato le raccolte del mais, del fagiolo e delle arachidi: la produzione di mais sarà, a causa del seme che ci hanno venduto per buono ma buono non era, scarsa ma ritengo che dovremmo riuscire a produrre ciò che ci serve per la nostra mensa ( 2 ton) e ad averne anche un po’ da commercializzare oltre a selezionare quello che ci servirà per la prossima semina e per la distribuzione ai contadini vicini;il fagiolo Nhemba dovrebbe darci alcune piccole soddisfazioni, oltre a coprire i fabbisogni della nostra mensa (1,25 ton), mi attendo di poterne vendere…cosa che non era nelle previsioni!Abbiamo seminato anche piccoli appezzamenti di altre varietà di fagiolo, per verificarne l’adattabilità e la produttività nell’ottica di variare la disponibilità sul mercato,…sempre che diano un risultato positivo. Riguardo alle arachidi ancora non sono in grado di stimare quale sarà la produzione, perché ora stiamo raccogliendo solo le piante che erano state attaccate da virosi e che, per questa ragione, avevano già le arachidi pronte…che tentavano di ri-germinare; però posso dire questo: nessuno riteneva che fosse possibile ottenere arachidi QUI e invece, se tanto mi dà tanto, queste prime piante presentano un buon numero di arachidi…vedremo! Che Super Pippo ci aiuti!! Nel frattempo le cavallette ci hanno raso al suolo c.ca l’80% delle piante da frutto che avevamo messo a dimora…..non dico nulla! Stiamo procedendo con le semine in vivaio delle orticole e con i trapianti di ciò che è pronto: conto di raccogliere i primi pomodori , cetrioli e indivia alla fine del mese e i peperoni anche prima, mentre siamo in ritardo con i meloni e i cocomeri a causa di attacchi ripetuti di fitofagi che hanno indebolito le piante, quando non addirittura rase al suolo!Oltre agli insetti, ora abbiamo a che fare anche con gli uccelli: i corvi che si deliziano con mais,fagioli e arachidi, mentre un simpatico uccellino che assomiglia vagamente ad un picchio in livrea color marrone si approvvigiona con i peperoni, possibilmente quelli che iniziano a virare il colore da verde a giallo o rosso (e nella zona siamo gli unici ad aver ottenuto peperoni colorati!), ma non disdegnando neppure quelli verdi. Sempre in termini di danni alla produzione, laddove non arriva il mondo animale ci mettiamo di impegno noi umani per cercare di aggravare la situazione, mi spiego: le spighe del mais vengono raccolte a mano e trasportate all’interno del quintal per essere poste a seccare su “tavoli” di bambù, qui vi rimangono per un paio di giorni dopodiché le spighe vengono sgranate ed i chicchi rivengono posti al sole; questa attività è fatta tutti i giorni da una decina di giorni a questa parte. Se i chicchi sono rimessi al sole è perché sono ancora molto umidi, per cui solo alla notte vengono raccolti dentro dei sacchi per essere poi ridistesi la mattina seguente, così per alcuni giorni;ma lunedì scorso le nostre mulheres addette a questa incombenza hanno visto bene di insaccare immediatamente il risultato del loro lavoro, così che al nostro rientro da Pemba nel primo pomeriggio, non vedendo aumentato il mais disteso ho chiesto lumi: candidamente mi hanno indicato un sacco posto all’ombra della veranda della casa dei guardas; ho infilato la mano e poi l’avambraccio dentro al sacco e…..era bollente e bagnato! L’odore della fermentazione era già nell’aria e pur stendendolo immediatamente non se ne è salvata nemmeno la metà. I 35 o 40 kg di danno non sono quelli che ci manderanno in rovina (sono solo una parte di ciò che ci manderà in rovina!sic!) per cui non sono arrabbiato per questo; sono invece avvilito dal fatto che le persone che hanno commesso questo stupido errore, mai lo commetterebbero a casa loro, dove peraltro fanno le stesse, identiche, cose! Per rispetto dei più, che lavorano con coscienza, ho aperto un processo disciplinare nei confronti di queste 4 lavoratrici; sono dispiaciuto di dover essere arrivato a questo punto ma, se dopo quasi un anno di lavoro insieme ancora non hanno capito che le NOSTRE, di tutti noi, sicurezze attuali e obiettivi futuri dipendono da come affrontiamo le nostre giornate di lavoro, e se ancora non riescono a vedere oltre la paga di fine mese, almeno quella bisogna che dimostrino di guadagnarsela!( anche se è una paga di…..). E’ ovvio che solo chi lavora può sbagliare,perché chi non fa nulla è praticamente impossibile che commetta errori, ma l’obiettivo è di costruire non di distruggere, per cui l’attenzione ed il buon senso debbono essere alla base del nostro lavoro.
Dopo essermi pianto addosso in modo vergognoso, la smetto e passo…tanto debbo convivere con gli accadimenti e con me stesso, oltre che con gli altri,per cui seppur nelle non splendide condizioni di cui sopra..A LUTA CONTINUA!!!! Siamo all’ 11 di aprile, le piogge stanno divenendo via via più rade, ma non siamo ancora fuori totalmente dal periodo “piovoso”; comunque abbiamo iniziato le raccolte del mais, del fagiolo e delle arachidi: la produzione di mais sarà, a causa del seme che ci hanno venduto per buono ma buono non era, scarsa ma ritengo che dovremmo riuscire a produrre ciò che ci serve per la nostra mensa ( 2 ton) e ad averne anche un po’ da commercializzare oltre a selezionare quello che ci servirà per la prossima semina e per la distribuzione ai contadini vicini;il fagiolo Nhemba dovrebbe darci alcune piccole soddisfazioni, oltre a coprire i fabbisogni della nostra mensa (1,25 ton), mi attendo di poterne vendere…cosa che non era nelle previsioni!Abbiamo seminato anche piccoli appezzamenti di altre varietà di fagiolo, per verificarne l’adattabilità e la produttività nell’ottica di variare la disponibilità sul mercato,…sempre che diano un risultato positivo. Riguardo alle arachidi ancora non sono in grado di stimare quale sarà la produzione, perché ora stiamo raccogliendo solo le piante che erano state attaccate da virosi e che, per questa ragione, avevano già le arachidi pronte…che tentavano di ri-germinare; però posso dire questo: nessuno riteneva che fosse possibile ottenere arachidi QUI e invece, se tanto mi dà tanto, queste prime piante presentano un buon numero di arachidi…vedremo! Che Super Pippo ci aiuti!! Nel frattempo le cavallette ci hanno raso al suolo c.ca l’80% delle piante da frutto che avevamo messo a dimora…..non dico nulla! Stiamo procedendo con le semine in vivaio delle orticole e con i trapianti di ciò che è pronto: conto di raccogliere i primi pomodori , cetrioli e indivia alla fine del mese e i peperoni anche prima, mentre siamo in ritardo con i meloni e i cocomeri a causa di attacchi ripetuti di fitofagi che hanno indebolito le piante, quando non addirittura rase al suolo!Oltre agli insetti, ora abbiamo a che fare anche con gli uccelli: i corvi che si deliziano con mais,fagioli e arachidi, mentre un simpatico uccellino che assomiglia vagamente ad un picchio in livrea color marrone si approvvigiona con i peperoni, possibilmente quelli che iniziano a virare il colore da verde a giallo o rosso (e nella zona siamo gli unici ad aver ottenuto peperoni colorati!), ma non disdegnando neppure quelli verdi. Sempre in termini di danni alla produzione, laddove non arriva il mondo animale ci mettiamo di impegno noi umani per cercare di aggravare la situazione, mi spiego: le spighe del mais vengono raccolte a mano e trasportate all’interno del quintal per essere poste a seccare su “tavoli” di bambù, qui vi rimangono per un paio di giorni dopodiché le spighe vengono sgranate ed i chicchi rivengono posti al sole; questa attività è fatta tutti i giorni da una decina di giorni a questa parte. Se i chicchi sono rimessi al sole è perché sono ancora molto umidi, per cui solo alla notte vengono raccolti dentro dei sacchi per essere poi ridistesi la mattina seguente, così per alcuni giorni;ma lunedì scorso le nostre mulheres addette a questa incombenza hanno visto bene di insaccare immediatamente il risultato del loro lavoro, così che al nostro rientro da Pemba nel primo pomeriggio, non vedendo aumentato il mais disteso ho chiesto lumi: candidamente mi hanno indicato un sacco posto all’ombra della veranda della casa dei guardas; ho infilato la mano e poi l’avambraccio dentro al sacco e…..era bollente e bagnato! L’odore della fermentazione era già nell’aria e pur stendendolo immediatamente non se ne è salvata nemmeno la metà. I 35 o 40 kg di danno non sono quelli che ci manderanno in rovina (sono solo una parte di ciò che ci manderà in rovina!sic!) per cui non sono arrabbiato per questo; sono invece avvilito dal fatto che le persone che hanno commesso questo stupido errore, mai lo commetterebbero a casa loro, dove peraltro fanno le stesse, identiche, cose! Per rispetto dei più, che lavorano con coscienza, ho aperto un processo disciplinare nei confronti di queste 4 lavoratrici; sono dispiaciuto di dover essere arrivato a questo punto ma, se dopo quasi un anno di lavoro insieme ancora non hanno capito che le NOSTRE, di tutti noi, sicurezze attuali e obiettivi futuri dipendono da come affrontiamo le nostre giornate di lavoro, e se ancora non riescono a vedere oltre la paga di fine mese, almeno quella bisogna che dimostrino di guadagnarsela!( anche se è una paga di…..). E’ ovvio che solo chi lavora può sbagliare,perché chi non fa nulla è praticamente impossibile che commetta errori, ma l’obiettivo è di costruire non di distruggere, per cui l’attenzione ed il buon senso debbono essere alla base del nostro lavoro.
venerdì 16 aprile 2010
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