Le cose che succedono….
Alle 5 del pomeriggio, una mezzora prima che scenda la notte, è nostra abitudine di farci una bella doccia. “NIENTE DI PARTICOLARE IN CIO’ SOLO DOVUTA IGIENE”, penserete; si,ma… la nostra doccia è anche “un bagno di rondini”! Essendo la nostra zona doccia nient’altro che un paio di taniche poste a 2 mt d’altezza in un angolo del “quintal”, siamo all’aria aperta e, a quell’ora, arriva sempre uno stormo di rondini che ci sorprendono e meravigliano con il loro volo acrobatico a pochi centimetri da noi! Decine di questi meravigliosi uccelli dalla lunga coda biforcuta e il petto grigio, ci circondano e sembra quasi di entrare a far parte di una giostra fantastica, che ci lascia con un sorriso di gioia stampata in faccia mentre, insaponati, ci perdiamo a guardare le loro evoluzioni condite dal loro garrire incessante. Cosi improvvisamente come sono comparse, scompaiono poco prima che il sole si “spenga”. A domani.
Molto meno allegra e poetica è l’immersione continua, dalle 4.30 del mattino ora in cui la luce solare permette di vederci bene fino alle 17.30, ora in cui si “spegne” il sole, in un mare di mosche! Sembra incredibile, che un posto dove non ci sono allevamenti di bestiame ci sia una densita’ tale di questi noiosissimi insetti; quando dico un “mare” di mosche è quasi letterario, non un eufemismo!
La morte di qualcuno è di sicuro l’accadimento di maggior frequenza da queste parti. Contrariamente all’Italia, dove la morte di un congiunto di un collega è una cosa piuttosto rara, qui è un fatto giornaliero e, in alcuni giorni, multiplo. Purtroppo ogni giorno uno zio, una madre, un cugino, insomma un parente di qualcuno dei nostri, muore. I primi tempi, sembrandomi veramente eccessiva questa frequenza mi permisi di indagare sulle veridicità, anche perché a seconda del grado di parentela la legge sul lavoro vigente in Moz, prevede che il lavoratore abbia diritto a 3 o 5 gg di permesso retribuito per adempiere alle incombenze dovute. Beh…, purtroppo era ed è la verita’, tranne in un paio di occasioni che si sono risolte con la richiesta degli altri lavoratori, del licenziamento dei millantatori. Eseguito. I riti che accompagnano la morte di una persona, sono una mescolanza di tradizione e religione, mussulmana o cristiana che sia. L’”interro”, ovvero la tumulazione, avviene entro poche ore dalla morte(qui non ci sono celle a temperatura controllata!); la salma, solitamente avvolta in un telo bianco, viene sepolta nel cimitero locale,(un’area qualsiasi ai margine della aldeia, magari dentro al mato)dove convivono tranquillamente mussulmani, cristiani cattolici, evangelisti e miscredenti. Durante l’interro di solito sono presenti solo i parenti piu’ stretti, ma circa 45 gg dopo, una cerimonia allargata a tutto il parentado, diretto o acquisito, alle autorita’ tradizionali e agli amici, coinvolge nel ricordo del defunto una grande quantita’ di persone. Ora, se la famiglia del defunto è “ricca”, molta sara’ la gente presente, se è povera, molta meno. Siccome la ricchezza di qua, borghesemente parlando, è uguale all’indigenza assoluta italiana, sia i “ricchi”che i poveri per far fronte ai costi di queste cerimonie (riso,fagioli,capretto,galline,farina di mais,tagli di stoffe etc)si indebitano; si fanno prestare il denaro e lo pagano a “strozzo” con un interesse del 50% mensile (tasso bancario 23,5%).Chi contrae un debito di 10.000 meticais (265 € c.ca)e ha un salario di 1.500 meticais mensili(38 € c.ca) con il quale deve viverci lui e le sue famiglie, a quel punto diventa suscettibile a diventare un delinquente pur di far fronte al debito,…anche perché gli strozzini di qui passano alle vie di fatto molto in fretta e con esiti sempre pessimi per il debitore o la sua famiglia.
Esiste una prassi che si chiama “vale”, molto diffusa tra i lavoratori; si tratta sostanzialmente della possibilità di ottenere un anticipo sul salario del mese corrente,chiaramente senza interessi; la legge vigente che ha istituzionalizzato questa prassi pone un limite a questo anticipo pari al 30% del valore del salario stesso; noi abbiamo allargato questa maglia, a nostro rischio e pericolo,anticipando valori che mediamente sono pari a 3 salari e spalmandoli nel tempo diamo la possibilità ai lavoratori e alle loro famiglie di far fronte alle contingenze ( morti, rifare il tetto della casa, aiutare un piccolo commercio familiare etc)senza pesare troppo sulla vita di ogni nucleo.Oggi abbiamo vale aperti sino a giugno 2010.
E’ già successo 3 volte che alcuni lavoratori provenienti dall’aldeia di Naminawe siano arrivati al lavoro raccontando di avere incontrato “Karamu”( lo scrivo come si pronuncia in Makua),ovvero il Re deli animali,Sua Maestà il Leone! Questo leone solitario è probabilmente un vecchio esemplare oramai reietto dal branco e che si è adattato a vivere a ridosso dei centri abitati dove, tra polli capretti e maiali,qualche boccone si caccia senza troppi problemi.Per il momento sembra non essere interessato all’uomo come preda…..poi si vedrà!? Siamo stati alcune volte in questa aldeia di Naminawe per comprare tavole e travi di legno, ed ogni volta è un viaggio nell’Africa più Africa. E’ un villaggio che occupa una superficie molto estesa,tant’è che non ne conosciamo i limiti,ed è composto unicamente di palhotas di bambù con un tetto di erba secca;non vi è pozzo dell’acqua;quella poca che si raccoglie proviene da depressioni del terreno che lasciano affiorare il liquido fangoso ed in questo periodo pure putrido; alternativa…..camminare per 18 km per andare alla fontana più vicina: noi l’abbiamo fatto per quasi 2 settimane 4 volte al giorno, ma per soli 7 km a viaggio e, vi assicuro, non è uno scherzo anche con soli 20 litri d’acqua per volta. Tornando a Naminawe: la popolazione ha 2 attività principali, o piccola agricoltura o sfruttamento della foresta per ottenere legname da costruzione (ma non esiste una falegnameria,tutto è lavorato a catana o ascia)e per fabbricare carbone di legna,niente più. L’ultima volta che siamo stati là mi ha colpito lo stupore di una bimbetta di forse 3 anni che è rimasta attonita di fronte a due persone di colore diverso e nel vedere , forse per la prima volta in vita sua, il nostro vecchio “carro” Land Rover Santana: occhi sgranati,una mano in bocca,l’altra saldamente stretta attorno alla capulana della mamma……..stupore genuino!!!
venerdì 20 novembre 2009
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