Stato dell’arte
Bene,dopo avervi riempito con le mie baggianate dei pezzi precedenti, vi voglio anche dare qualche dato concreto sull’andamento del progetto: oggi , 9 ottobre 2009, abbiamo al lavoro sul campo (in senso stretto!) 59 persone , di cui 11 sono donne; altre 2 persone stanno facendo mattoni (blocos : sono un po’ differenti dai mattoni che siamo abituati a vedere,questi sono un impasto di argilla e pietrisco,mescolati con sabbia grossa , cemento e acqua, dopodiché pressati in una semplice “formina”) ; altre 2 persone sono addetti alle costruzioni , e stanno terminando la piccola casa (35 mq) che sarà adibita tra un paio di mesi ad aula per la formazione agricola;1 ragazzo sta accudendo il vivaio delle orticole che stiamo terminando di seminare ; 4 sono i guardiani che si alternano giorno e notte per proteggere (assieme ai nostri cani!) il nostro lavoro; 2 cuciniere che preparano i pasti per tutti… e, ultimi ma non ultimi, i 2 chefes di campo, che sovrintendono al regolare svolgimento delle attività che abbiamo programmato. Totale 74 persone, noi compresi ovvero 68 famiglie. Parlando di costruzioni , oltre alla casa in blocos,con tetto di lamiera ricoperta da makuti,era già stata costruita una piccola capanna di bambù e makuti che serve da magazzino e da dormitorio per i guardas ( i guardiani) e altre due costruzioni che, dopo il montaggio della tenda e il nostro trasferimento lì, sono diventate il “bagno” e il vivaio delle piante da frutto ; c’è poi il container che funge da magazzino,ma quello ovviamente non l’abbiamo fatto noi! Queste sono le costruzioni che esistono oggi all’interno del quintal (la recinzione di bambù), al di fuori ci sono le 2 costruzioni ,fatte in pali di legno ,bambù e paglia, del refettorio e della cucina. Capitolo lavori : stiamo zappando e pulendo quei famosi c.ca 15 ha che dovrebbero accogliere entro la fine del mese i semi di mais e di sorgo , oltre alle piantine di orticole che sono in procinto di spuntare nel vivaio; per riuscire a far questo entro la fine del mese ho ammesso al lavoro altre 36 persone oltre alle 48 già presenti alla fine di settembre, ed è stato possibile solo grazie agli amici da Fiera Milano International e al loro sforzo per trovare un po’ di risorse economiche. Questo programma di lavoro sarà finalizzato positivamente “se” domani riuscirò a concordare, con l’impresa che scava i pozzi, un pagamento a 6 mesi del loro lavoro; è ovvio anche ai profani della materia, che l’acqua è indispensabile per lo sviluppo di qualsiasi pianta, per cui se la trattativa di domani andrà, come spero a buon fine, entro la fine del mese avremo il pozzo e, spero, anche la relativa pompa; dopodiché …..semina e trapianto…raccolta dei primi ortaggi verso la fine dell’anno e raccolta del mais tra fine febbraio e primi di marzo , in un momento di mancanza di questi prodotti nel mercato e quindi con fondate speranze di ottenere un buon prezzo. Dimenticavo : gli ortaggi occuperanno per il momento un’area di 3000 mq, di cui c.ca1000 saranno posti sotto rete ombreggiante fissa. Se non dovesse andare a buon fine la trattativa con il “pozzivendolo”…semino lo stesso e spero in Giove Pluvio ! Le orticole in un qualche modo le bagneremo lo stesso, a costo di passare tutto il giorno a far avanti e indietro tra la machamba e la torneira (fontana che si trova a 4 km),cosa che peraltro la Robbi fa già 4 volte al giorno trasportando i suoi bravi 700 litri di acqua ogni giro (irrigazione vivaio,mangiare e bere, lavare, impastare i blocos e ….lavarsi!).Le persone che abbiamo ammesso in questi giorni terminerebbero il loro lavoro una volta terminata la semina; i nostri 48 continuerebbero a cavar radici e ad abbattere alberi per quei 35 ha che avanzano( in realtà sono 35 gli ettari cui dovremo cavar radici , ma solo una ventina quelli da abbattimenti) e nel mese di dicembre trapianterebbero i circa 12 ettari di frutteto,per il quale abbiamo già le piante, tra anacardio, limoni, aranci, pera abacate, pera goyaba e attah. Tra le varie attività già iniziate vi è anche la recinzione di tutta l’azienda sul suo perimetro (3 km.);questa recinzione è costituita da talee di un arbusto spinoso, vagamente simile alla nostra Pyracanta, che cresce in fretta e non richiede particolari cure: questa attività dovrà terminare entro e non oltre marzo 2010,pena decadimento del Diritto di utilizzo della terra.
Il giorno 10 ottobre , alla presenza delle autorità locali, verrà fatta la distribuzione di c.ca 80 kg di seme (mais, sorgo, arachide) ai piccoli agricoltori nostri vicini, al fine di dar seguito a quanto definito nella nostra iniziativa a favore della formazione e piccolo aiuto nel combattere la deficienza alimentare, altrimenti chiamata… fame! Alla distribuzione farà seguito un ciclo formativo su queste colture ,e non solo, a partire dalla fine dell’anno (c.ca metà dicembre); la formazione inizierà così avanti perché quello è il periodo in cui le colture vengono iniziate, secondo il ciclo tradizionale dell’agricoltura locale. Oltre alla nostra machamba in questi primi quasi 4 mesi, abbiamo provveduto a preparare altre 3 piccole machambe per un gruppo di “anziani”di Mieze, in totale circa 2,5 ettari di terreno pronto per essere coltivato.
L’altra questione per cui ci eravamo impegnati formalmente con le autorità, era inerente alla creazione di una struttura dove i bambini delle lavoratrici e lavoratori dell’impresa, potessero essere accuditi e accompagnati durante le ore di lavoro dei genitori; a questo riguardo i lavoratori hanno espresso un loro parere, e relativa proposta, che è stata da noi accettata in sostituzione della nostra. La proposta è la seguente: la Companhia costruisce le case, in materiale locale ( bambù, legno,paglia, sassi e matope) per ogni famiglia che lavora nell’impresa , i lavoratori e le famiglie ne usufruiscono sino a che lavorano per la Companhia, impegnandosi a manutentarle in modo da mantenerle sempre in ottime condizioni di abitabilità;in questo modo i bambini rimangono in ambito familiare e i lavoratori che abitano ad almeno 4 km di distanza (ma anche a 9 !!) riescono in questo modo a risparmiare un paio d’ore di viaggio a piedi in mezzo al mato. Abbiamo quindi destinato c.ca 6 ha di terreno per la costruzione delle “case” e per le relative piccole machambe di pertinenza (un po’ come i nostri orti per intenderci). Il clima che si respira tra di noi (tutti!) che lavoriamo a questo progetto inizia ad essere veramente buono; i lazzaroni sono stati allontanati dagli stessi lavoratori che hanno creduto all’iniziativa fin dall’inizio e ora si sta vedendo un coinvolgimento nei vecchi innanzitutto( 4 mesi di lavoro insieme!) che è di buon auspicio. Una cosa successa proprio oggi mi ha confermato quanto scritto: un gruppo di 15 persone dei “vecchi” ha deciso di donare alla Companhia un’ora e mezza di lavoro…”Beh” , direte voi,” non è che si rovinino, visto che comunque gli avete abbassato l’orario settimanale di 7 ore !” Sarà anche vero,ma vi posso assicurare che dopo aver fatto 7 ore di mannaia o piccone, rimettersi sotto il sole delle 14 a fare un’altra ora e mezza, non è poco …..e comunque il farlo, perché si intende in questo modo accompagnare la crescita comune dando quello che si ha, in modo spontaneo, è il fatto veramente importante! (..e ritornando un momento allo “zen della zappa”…mi sono commosso e ho pianto …questa volta di “fierezza”.. se si può dire).
giovedì 15 ottobre 2009
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