giovedì 1 ottobre 2009

L’albero di Natale, i 2 cocchi o bi-cocchi e altre favole.
Ci sono dei momenti ,nel quotidiano del nostro vivere qui, che vieni travolto dalla bellezza. Ed in questi scorci si ritrova un po’ di magia, che pare ammantare nuovamente le nostre vite. Succede perciò che una sera,seduti fuori dalla tenda poco prima di andare a letto( ore 18,30…come dicevano i contadini bolognesi: “Magner prest e murir terd..” )volgendo gli occhi al cielo stellato, gli sovrapponiamo la figura della chioma dell’acacia spoglia che sovrasta la nostra “casa” e, immediatamente,sia Roberta che io diciamo all’unisono:”L’albero di Natale illuminato!”; ed era, ed è, proprio così:le stelle avevano l’effetto delle lucine sugli alberi natalizi! Dovete sapere che l’atmosfera che l’albero addobbato per Natale crea, ha sempre avuto,sia per Robbi che per me, una grande importanza emotiva: ci ha sempre evocato situazioni calde e familiari,che poi era il nostro vivere quotidiano….ma ,non so perché, lo rinsaldava ancor più. Per tenerla corta: tra le tante cose che non ci hanno seguito c’è , appunto, il nostro alberello di Natale finto e tutti i suoi addobbi,lucine comprese; ora abbiamo dei magnifici sostituti e tutti rigorosamente naturali:la via Lattea e l’acacia.

Stavo armeggiando nel tentativo di accendere il fuoco da campo per scaldare l’acqua del primo caffè del giorno; erano , più o meno, le 4 e mezza di un giorno come un altro, quando , al di sopra della palizzata di bambù che circonda l’accampamento, vedo passare le chiome di 2 cocchi; proprio così….2 cocchi stavano “camminando”sulla picada in direzione Mieze!! L’ora antelucana,il sonno non completamente smaltito,la carenza di caffeina furono gli elementi che mi fecero stropicciare energicamente gli occhi nel tentativo di mandare via questi postumi di sogno, ma……le cime dei 2 cocchi erano sempre là che si avviavano verso il villaggio. Al di là di vedere 2 cocchi che camminano,cosa di per sé già sufficientemente strana, l’ulteriore stranezza era data dal fatto che nel giro di alcuni Km di cocchi non ce n’è l’ombra,essendo noi in pieno “bush”. Verificato che ero sveglio e non avevo le allucinazioni, sono corso verso il portone e sono uscito per incontrare questo fenomeno paranormale; giunto sulla picada ansante ho cercato di vedere subito il fenomeno e…….l’ho visto!!!! Due ragazzini sui 10 anni tenevano in equilibrio sulla testa due alberi di cocco grandi 3 volte loro; ancor più incuriosito li ho raggiunti e,mescolando poco portoghese e molto makua ,hanno risposto alle mie domande: venivano da Mecufi, villaggio a 15 km di distanza e andavano al mercato di Mieze per vendere quei 2 cocchi che la loro madre aveva coltivato vicino alla spiaggia di Mecufi; beh….a quel punto le piante dovevano essere mie e dopo breve trattativa siamo diventati proprietari di queste palme che ora sono a dimora ai lati del nostro portone,all’ingresso dell’accampamento. Da quel giorno le palme sono state ribattezzate i Bi-cocchi in onore del cognome di amici che ci sono stati vicini in questo nostro progetto; sapendo che sono persone dallo spirito arguto so che non si offenderanno ma che ,anzi,vedranno lo spirito con cui le cose accadono.

Vi ho già detto che abbiamo instaurato un buon rapporto con un gruppo di portoghesi che vivono a Pemba; ebbene, è successo che una domenica mattina siano comparsi al portone del nostro kral e in meno di 15 minuti ci abbiano “costretto” a salire in macchina con loro e unirci così al picnic che avrebbero fatto sulla spiaggia di Maringanha( chiaramente loro avevano già preparato ogni ben di Dio da mangiare e bere, e noi….a mani vuote!!).Il fatto era per noi già una grande festa: gli amici, il mare, il picnic con tante cose buone da mangiare,insomma una giornata particolare. Ma a renderla ancorpiù speciale ci hanno pensato……indovinate un po’? …..le balene!!!!! A metà mattinata ,facendosi annunciare da sbuffi d’acqua lanciati dagli sfiatatoi a decine di metri d’altezza, questi signori del mare hanno fatto il loro arrivo alla baia di Pemba; e poi ,come fosse un ringraziamento per essere giunti alla fine della loro trasferta,hanno iniziato a saltare fuori dall’acqua!!! Immagino che tutti,anche solo per tramite di un documentario, abbiano assistito alle evoluzioni dei delfini o delle pur gigantesche orche…beh…vedere un animale dalle dimensioni ciclopiche,come sono quelle della balena,uscire dall’acqua per tutta la sua lunghezza e ricadere poi con fragore assordante,sollevando montagne d’acqua,vi assicuro che è uno spettacolo meraviglioso….un inno alla gioia!

Abbiamo due piccoli amici che ci vengono a trovare tutti i giorni alla nostra tenda: uno è un colibrì con il piumaggio nero omogeneo per tutto il corpo tranne per il petto di un colore carminio acceso , che si presenta regolarmente alle 16 sull’albero di acacia gialla che sovrasta la tenda; si ferma 1 minuto o due a suggere il nettare dai fiori,si posa poi su di un ramo ,lancia due gorgheggi e…se ne va. L’altra (è per forza femmina!)è una uccellina dal piumaggio beige chiaro,che si aggira attorno alle 6 di mattina tra le piantine prospicienti la tenda in cerca di insetti: siccome ha,per me,una forte somiglianza con un personaggio del cartoon di Silver,Lupo Alberto,l’ho ribattezzata Silvietta la Passera Scopaiola!!


Come siamo messi?
Bella domanda!! Complimenti!
Siamo messi che, tirando la cinghia all’inverosimile (-21 kg io e -10 la Robbi) siamo riusciti a passare anche il mese di settembre,arrivando con il conto corrente praticamente a 0 (38 meticais per l’esattezza ovvero 80 cent di euro); ma c’è una grande novità che ci permetterà di pensare ancora in termini di futuro, almeno per3/ 4 mesi: il nostro sponsor, Fiera Milano International, è riuscito tramite la gestione di un temporary shop all’interno della manifestazione Macef, a raccogliere una somma per noi vitale, con la quale dovremmo arrivare a pagare gli stipendi almeno fino alla fine dell’anno. Siamo 48 famiglie riconoscenti al lavoro fatto per noi da Sandro,Gianni,Pierluigi e tutti quelli che,assieme a loro, ci hanno donato l’opportunità di continuare a provarci. Grazie!

Lo zen del pianto e della zappa.
Non so quanti, tra coloro che ci seguono,hanno letto i libri : “Lo zen e il tiro con l’arco” e “Lo zen e la motocicletta”. Sono due titoli che hanno sempre attirato la mia curiosità durante le nostre frequenti “mezze giornate”alla Feltrinelli o in altre librerie;di fatto non mi sono mai azzardato a comprarli e tanto meno a sfogliarli. Comunque non c’entrerebbero (forse….visto che non li ho letti!!) con il titolo di questo pezzo. In realtà ho usato un titolo volutamente fuorviante (sempre forse!),perché sono un po’ titubante ad aprire questo “pezzo” di me e offrirlo al pubblico ludibrio( bella questa!Non so dove l’ho letta e nemmeno cosa significa….ma ci stava bene!). Vabbè….a 51 anni suonati ho pianto! Non per dolore fisico,non per perdite di cari,non per tristezza,non per le difficoltà che stiamo vivendo Roberta ed io,ma per colpa della zappa. Zappa? Sì, proprio quell’antico strumento manuale che gli italici contadini quasi non conoscono più e le cui vestigia riposano nei vari Musei dell’agricoltura sparsi per lo stivale; beh, qui è uno strumento di lavoro quotidiano per tutti noi. Ed è lo strumento che oggi permette ai lavoratori del progetto di guadagnare circa (in difetto!)2 dollaroni sonanti al GIORNO,per passare 7 ore al giorno in sua compagnia ed in compagnia di Sua Maestà il Sole dei Tropici! Ed allora a me viene da piangere;piango di rabbia; piango perché sono un pirla di un ex manager che non riesce neppure a garantire questo schifo a queste famiglie; piango perché la zappa è l’icona delle nefandezze perpetrate sulla pelle di questa buona gente; piango perché quando umilmente chiedo di aiutarmi in pochi ci credono e in ancor meno ci pensano e in ancor menissimo……. conoscono la zappa. Ebbene, vorrei farlo conoscere ai più questo magnifico attrezzo,far toccare con mano e schiena,e forse,dico FORSE,dopo un breve approfondimento della conoscenza della durata di una quindicina di giorni, avremmo come risultato che almeno saremmo creduti dai più…..e dividerei così il mio pianto,che tanto mi turba, con altri.

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