mercoledì 2 settembre 2009

Continua

E’ un luogo comune , e molto spesso corrispondente alla realta’, parlare della corruzione dilagante in Africa, ma per ciò che riguarda la mia esperienza, ho ricevuto molto meno pressioni qui che non nella cara vecchia Italia. Una delle Istituzioni più “chiacchierate”,qui in Mozambico, in questo senso è l’Alfandega,ovvero la Dogana. A causa di questa nomea ,quando finalmente è arrivato, dopo un mese e più di ritardo, il nostro container, ero un po’ sul “chi vive”. I nostri 26.000 dollari di importazioni erano esentati da tasse per 20.000, per cui i restanti 6.000 potevano diventare territorio di “caccia” per i doganieri malandrini. Con questi preconcetti ben chiari , mi sono così presentato negli uffici del dazio,per ricevere la documentazione inerente ai pagamenti che avrei dovuto effettuare e…….era esattamente il doppio di quello che con gli spedizionieri avevamo ipotizzato potesse essere il valore da pagare!Mi sono sentito come se mi dovesse tornare la polmonite….senza fiato! Stupito,ma non troppo, preoccupato invece molto, ho chiesto di riverificare i conteggi poiché,” probabilmente”, c’era stato un errore materiale nell’inserimento dei dati che originavano il valore delle tasse da pagare: infatti su 6.000 dollari di merce dovevo pagare tasse per 4.500 dollari circa; un evidente errore umano! Molto gentilmente l’ufficiale della dogana mi ha ritirato i documenti atti ad effettuare il pagamento e mi ha invitato a telefonargli il giorno dopo per vedere a che punto erano gli accertamenti. -“Eccolo lì!”- mi sono detto-“ mi lascia il suo numero di cellulare,così quando lo chiamo mi dirà che forse è meglio che ci incontriamo da qualche parte per chiarire l’accaduto….vecchio trucco!”- Così decido di non chiamarlo il giorno dopo e di andare invece a confrontarmi con lo spedizioniere che curava questo arrivo; in buona sostanza questo mi dice di non poter far niente , se non attendere……..e vabbè! Il giorno seguente ricevo io la chiamata, con la quale mi invitano a recarmi negli uffici dell’Alfandega; al mio arrivo vengo invitato in un ufficio spazioso e lì, alla presenza di due ufficiali e del rappresentante del mio spedizioniere, mi rifanno sotto gli occhi tutti i conteggi,facendomi verificare le varie tasse sul testo della legge vigente,dimostrandomi così che, semplicemente,dovevo allo stato mozambicano quei soldi che rappresentavano il 68% del valore della merce. Appena sono riuscito ad articolare la mascella con la mandibola che mi era caduta, ho chiesto allo spedizioniere da dove ,“lui”, aveva cavato fuori quei conti che preventivavano la metà del valore che invece dovevo pagare; ‘sto idiota,con un sorrisino “idiota” sulle labbra, inizia a paracularsi dicendo che in realtà i suoi conti erano solo indicativi e non esaustivi…e bla,bla,bla. Per non mettergli le mani adosso mi sono rivolto allora agli ufficiali chiedendo se per caso non avevo, tra la merce importata,un prodotto o più,che giustificassero un innalzamento iperbolico delle tasse da pagare, ma la laconica risposta è stata : “No, tutti prodotti con valorizzazione medio-bassa”; a questo punto mi è partita la verve retorica, ed ho cominciato una tirata sui paesi che sbandierano ai 4 venti che vogliono attrarre gli investitori, mentre in realtà vogliono solo tassare gli investimenti etc etc etc. In effetti è una follia: il 68%!!!! Ma la follia più folle sono gli spedizionieri: uno in Italia e due in Mozambico,non sono riusciti a darmi una indicazione cogente sia sugli iter,sia sui costi che non fossero quelli che volevano per il loro”servizio”;per fare questa spedizione di un piccolo 20 piedi sono diventato idrofobo per auto-informarmi di tutte le procedure cui dovevamo sottoporre la merce,dall’Intertek UK (mail e telefonate in UK perché per il Mozambico l’ufficio e i funzionari preposti sono SOLO là)al cercare di farmi dire come dovevano essere fatte le fatture,se con iva o esentate ed in base a quale articolo di legge,se dovevano essere tradotte etc etc; spontaneamente non ho ricevuto un “ghello”di informazione,tutte sollecitate ed in alcuni casi “strappate”! Quindi siete avvisati: non spedite nulla,comprate in loco o ,al massimo, importate da Paesi vicini con i quali esistano rapporti doganali preferenziali. Tornando al volo ai doganieri presunti grassatori , debbo invece parlare della grande professionalità che hanno dimostrato,oltre alla gentilezza usatami e al fatto che,andando ben al di là del loro compito istituzionale,si sono parzialmente sostituiti allo spedizioniere ,risolvendoci un po’ di problemi di ordine pratico. Per cui….onore ai bistrattati doganieri mozambicani!!!
In mezzo a tutte queste disgrazie, o vissute come tali, voglio inserire una nota di colore relativa alla parte della città in cui si trova l’edificio della dogana. Siamo nella città vecchia,che crebbe a ridosso del porto,chiamata la baixa (la bassa o downtown all’inglese).Si scende, fisicamente, verso il porto, seguendo una strada ripidissima che si snoda tra i ruderi di magnifiche case del tempo coloniale,alcune delle quali conservano qualche traccia di antica bellezza, magari impreziosite dallo scorcio del celeste dell’oceano che occhieggia dall’orbita vuota di una finestra oppure tra i due denti che rimangono di antiche colonne. Alcune di queste magioni sono state recuperate agli antichi splendori e sono veramente uno spettacolo! Per fare un’analogia con un luogo ora famoso in tutto il mondo e che ebbi la fortuna di vedere prima della sua magnifica ristrutturazione e recupero, direi che assomiglia un po’ al “Pelourinho” di Bahia; forse è esagerato, ma è veramente un posto magico!

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