mercoledì 22 luglio 2009

UNA STORIA DI ORDINARIA .....AFRICA

CONTINUA

Una storia di ordinaria……..Africa!
Sefa è una delle donne che lavorano in azienda. E’donnone ,con un viso tondo che la fa assomigliare stranamente più ad una nativa dell’Australia che non ad una africana. Solitamente è di umore gioviale e chiacchierone ma da qualche giorno pare restia ad aprirsi ai suoi sorrisi e a parlarci delle sue cose,o a tenerci la “lezione”di Makua.Sappiamo che ha dei problemi in famiglia,derivanti dalla sieropositività o dall’aids che ha colpito la sorella che vive con lei,ma non premiamo più di tanto per farci dire cosa la sta preoccupando:le abbiamo dato la nostra disponibilità a parlarne se vuole,ma non insistiamo. Poi una sera alle 20,ed eravamo già letto pronti per dormire,sentiamo la voce del guarda che risponde ad una donna fuori dal nostro quintal(che è l’area recintata attorno a casa per intenderci);dopo pochi minuti bussano alla porta di casa. Sono la Sefa e Afido,il guarda;la Sefa ha bisogno di parlarci. Ci sediamo per terra sotto la luce e la Sefa ,senza guardarmi in faccia,mi dice che ha bisogno del mio consiglio. Solitamente questo esordio significa una richiesta di anticipo sul salario,che qui chiamano “vale”,ma mi par anche strano visto che ,se così fosse,me lo poteva chiedere alcune ore fa; Sefa inizia dicendomi che la settimana prima aveva portato la sua sorella ammalata da un “curandeiro”(medico ed esorcista tradizionale) su al Nord e, assieme ad un suo fratello avevano deciso di lasciarla alle sue cure,soprattutto perché la sorella continuava a rifiutarsi di andare all’ospedale per farsi curare e anche perché dopo un giorno di trattamenti del curandeiro,sembrava stare già un po’ meglio. Aveva allora lasciato il fratello più anziano assieme alla sorella malata,ed era tornata per continuare il suo lavoro,in attesa di ricevere notizie e di andarli a trovare dopo una quindicina di giorni;tutto questo le era costato un mucchio di soldi,anche perché oltre al curandeiro ha dovuto lasciare dei denari anche al fratello per poter mangiare in quei 15 giorni. Quella sera stessa però,aveva ricevuto un messaggio dal fratello che le diceva di recarsi subito là,senza ulteriori spiegazioni. In un qualche modo era riuscita a telefonare alla casa del curandeiro e aveva saputo che la sorella era peggiorata,molto. E adesso non sapeva cosa fare. Scoppiando a piangere mi chiede cosa deve fare;che non ce la fa più,che non ha più soldi,che proprio ora che aveva trovato lavoro e aveva un po’ di speranza per il futuro il fratello la chiamava per riprendersi la sorella che non si vuole curare,e che comunque ci sono i bambini piccoli della sorella da accudire e crescere,che lei dopo 12 anni di vita così non poteva buttare tutto all’aria di nuovo………………..sulle prime non so far altro che cercare di consolarla e farla smettere di piangere;per fortuna Afido mi sostiene e le parla per incoraggiarla e consigliarla(non capisco tutto perché parla in Makua,ma il senso è quello).Dopo un po’ Sefa mi dice che domani andrà a prendere sua sorella e la porterà subito nel paese di origine,Bilibiza Quissanga,dove abitano i suoi due fratelli con le relative mogli e famiglie e che la lascerà alle loro cure, e che porterà là anche i 2 nipoti. A questo punto le dico che potrebbe essere una buona soluzione e che la famiglia potrebbe sostenerla in questa scelta ,visto che fino ad ora ha sostenuto tutto il peso della difficilissima situazione solo lei. Afido però mi interrompe,dicendo che nelle loro famiglie è la sorelle maggiore,e la sua famiglia,che si deve far carico di questo tipo di incombenze per tutti gli altri: è per questo che il fratello ha telefonato dicendole che doveva andare,senza dar spiegazioni ulteriori. Gli ribatto che la tradizione è una cosa importante,ma è anche importante che tutte le persone della famiglia collaborino alla gestione dei problemi,se no che famiglia è? Afido,che è una persona oramai anzianotta(avrà forse la mia età!) e, stranamente,sia perché è musulmano,sia perché qua è così,è sposato da 30 anni con la stessa e SOLA donna,mi dice che ho ragione,che la famiglia deve dividere gioie e dolori, e siccome qui in Africa i dolori sono tanti e le gioie poche,Dio vuole che le famiglie africane siano numerose,così ognuno soffre un po’ meno. Sefa s’è un po’ ripresa,almeno non piange più. Mi chiede un giorno di permesso per poter fare quello che ha detto….e 500 meticais per pagare il viaggio suo e dei 2 bambini. Gliene do 800 di meticais,dicendole che se le serve un giorno in più non c’è problema;lei dice di no ,tornerà dopodomani. E’ già una settimana che è andata via, e anche se i tempi ,qui, sono dilatati in modo esponenziale,non so se la sua voglia di rivincita la spunterà e la farà tornare.
Il mondo degli stranieri a Pemba.
Ovviamente non siamo gli unici stranieri che vivono e lavorano a Pemba,o come noi,nelle immediate vicinanze,infatti la schiera è piuttosto nutrita. Il gruppone è sostanzialmente diviso in 3 categorie: gli imprenditori,i religiosi e i volontari delle varie Ong(a dire il vero di “volontari”non ne ho conosciuto nessuno,solo cooperanti stipendiati).Gli appartenenti alle Ong (CARE,Medicin sans frontieres,GVC,Cooperazione spagnola e danese,Agha Khan Foundation etc.) li vedo,quando sono a Pemba,girare sui loro costosissimi 4x4 nuovi,ma non sono ancora riuscito neanche a sapere dove sviluppano i loro progetti e quali di questi potrebbero avere attinenza o reciprocità con il nostro;sembra quasi che ci sia dell’omertà,quasi non volessero far trapelare lo stato dell’arte dei loro lavori;questo l’ho notato nel breve scambio che ho avuto con un esperto del CARE e uno dell’Agha Khan Foundation,che dovrebbero(il condizionale è d’obbligo!)avere dei progetti di sviluppo rurale. Anche sulle Istituzioni religiose debbo dire di non essere molto preparato! A parte la Comunità di S.Egidio,storicamente importante (la pacificazione dalla guerra civile nel ’92 si è ottenuta con un ruolo d’intermediazione fondamentale da parte della Comunità)e attiva in campo sanitario e sociale nella lotta all’aids,so veramente poco o nulla;però sono presenti e le loro opere sono sotto gli occhi di tutti. Poi ci sono gli imprenditori:alcuni italiani,attivi soprattutto nel settore turistico,come Carlo e Aicça che hanno un residence di tipo alberghiero da tantissimi anni(mi sembra 17 o 18 );come Carlo e Susanna che gestiscono un ristorante sulla spiaggia di Murrebue già da 7 anni(tra l’altro in questo fine luglio hanno organizzato,se non ho capito male,il campionato mondiale di kite-surf,quello sport in cui gli atleti combinano il parapendio con la tavola da surf,con evoluzioni veramente impressionanti sull’acqua e nell’aria),molti i Portoghesi e poi Israeliani,Sudafricani,Zimbabwani…anche uno Jugoslavo. Tra quelli che ho avuto l’opportunità di conoscere un po’ meglio,ci sono appunto i Portoghesi che ci hanno accolto tra di loro con un calore tipicamente latino e una disponibilità ad aiutarci nell’integrazione degna di menzione. Tra questi voglio accennare,e non me ne vogliano Acacçio,Mimì,Domingos,Angelo etc,alle figure di Fernando Moreira e Claudino Castro Abreu:il primo è una persona di grande cultura artistica,con uno spiccato senso dell’autoironia e una tendenza innata all’istrionismo;il secondo,che è quasi una leggenda da queste parti,oltre ad essere uno dei più importanti imprenditori della città (tipografie)è una persona che riesce ad esprimere in quello che fa o dice una sensazione di equilibrio e buon senso che ha ,veramente,del poco comune:oserei dire che è una persona saggia. Questo gruppo di amici lusitani si ritrovano ogni domenica in una delle proprietà sull’oceano del Sr. Claudino e lì dedicano la giornata a mangiare,bere,parlare,scherzare e oziare; noi abbiamo la fortuna di essere sempre invitati e la sfortuna di non poterci andare(a parte due brevi visite per non essere considerati degli asociali o ancor peggio!) poiché siamo ancora senza mezzi e i taxi costano troppo,ed è un vero peccato perché,al di là dei posti splendidi(spiaggia di Murrebue lunga km e deserta a parte i pescatori,con un oceano dalle mille sfumature del verde e dell’azzurro,con le mangrovie che difendono la spiaggia,con i flutti che si infrangono in lontananza contro la barriera corallina,con le palme e le casuarine che frusciano mosse dalla continua brezza…………………un delirio di benessere!!!!!!) la loro compagnia è veramente ottima!

CONTINA ....

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